martedì 20 marzo 2012

GIAPPONE: MEMORIE DI UNA GAIJIN, UN ANNO DOPO.




Il Giappone, paese di contraddizioni, di rispetto dell'eleganza e della formalità delle tradizioni ma anche, contemporanemante, di slancio costante verso il futuro e la modernità.
Agli occhi di noi ignari occidentali, il paese per eccellenza del mistero.
Proprio per il suo alone di sconosciuto, il Giappone è sogno e meta ideale di tantissimi viaggiatori o semplicemente appassionati del paese del Sol Levante, incuriositi, stimolati e vogliosi di svelarne gli infiniti segreti seppur, però,conosconone le caratteristiche (o meglio, pensando di conoscerle) solo tramite vie indirette e discutibili....e CHE vie , oserei dire! Principalmente mezzi di comunicazione di massa, tra i quali spiccano internet, ma soprattutto manga ed anime, ossia strumenti che mettono in risalto i vari tratti di questa cultura in una maniera certamente fuorviante.
Ciò che vediamo noi, infatti, è come un Giappone rappresentato su uno di quegli specchi che si trovano nei parchi giochi che modificano l'immagine che riflettono: ovvero, ciò che vediamo normalmente è un Giappone totalmente DISTORTO.
Noi occidentali riceviamo un insieme di frangenti, disegni, foto, informazioni, video, storie che ad un osservatore superficiale potrebbero sembrare veritiere, ma che, ad un occhio, diciamo, esperto e critico, forte dell'aver toccato con mano la cultura locale e dell'aver vissuto direttamente sul suolo giapponese, sembrano assolutamente sconclusionate. Talvolta ridicole.
Tra l'altro, nell'animo dei fan più sfegatati fiorisce un affetto così spasmodico per questo paese, proprio in relazione all'immagine distorta di cui parlavo sopra, che si imprime definitivamente nella loro mente e nella retina una immagine totalmente costruita dai loro sogni di un mondo da cartone animato: dunque, arrivando in loco, non riescono a maturare una certa visione che gli permetta di analizzare ciò a cui assistono in maniera critica e costruttiva. O, comunque, anche se provvisti di capacità di analisi, spengono il loro cervello e si lasciano abbagliare dalle luci, dai colori, dai suoni e dalle assurdità che il paese offre.
Si lasciano, più che altro, drogare passivamente di Giappone.

Sia chiaro che, così come la realtà per me sia relativa e mai assoluta, perchè diversa per ogni singolo individuo ed ogni singolo punto di vista, allora essa è resa ancora più cangiante in quanto diversa di cultura in cultura.
Ciò che i giapponesi vivono e fanno è giustissimo dal loro punto di vista, probabilmente.
Nel mio modesto parere, spesso adottano comportamenti assurdi o per lo meno discutibili ma, come mi ripeto spesso, è la loro cultura.

Ci sarebbero talmente tante piccole cose o situazioni da citare e descrivere che, ora come ora, mi trovo intrappolata nell'imbarazzo della scelta.
Una delle cose che più attrae l'uomo occidentale, soprattutto in base alle descrizioni che se ne fanno nei fumetti e nei cartoni, è la DONNA GIAPPONESE.
Tra l'altro ricordo che, essendo io di sesso femminile, ciò che per me era più evidente e che, soprattutto, mi irritava di più, erano gli atteggiamenti di queste donne nipponiche.
Inizialmente, vedendo video ed immagini sul Giappone, adoravo l'immagine della ragazzina giapponese in tenuta scolastica, con le dita a v nelle foto e sempre sorridenti, con la voce acuta e le mosse da cartone animato. Dopo 7 mesi in loco, invece, ora per me sono cose che mi fanno accapponare la pelle dal nervoso.

Così come, nel marketing giapponese, spesso e volentieri il prodotto attira il consumatore più per il suo packaging che per il suo effettivo contenuto, allo stesso modo le donne della terra del sol levante tendono a coltivare maggiormente il loro lato estetico rispetto a ciò che potrebbero tirar fuori dal loro intelletto.
I giapponesi sono persone tendenzialmente schematiche, nella vita di ogni giorno, nella vita in generale: una donna giapponese sa che ogni mattina, se per esempio va all'università e ha lezione alle 8 della mattina e, in più, dovrà prendere il treno per arrivare a destinazione, allora dovrà svegliarsi alle 5 della mattina per iniziare il momento del vestito, trucco e parrucco.
[Tra l'altro, ciò vorrà dire che avrà dormito si e no due o tre ore, perchè i giapponesi, questo va ammesso, sono ligi al dovere: se hanno da fare esercizi e compiti per il giorno dopo, li finiscono a costo di fare nottata. Il che vuol dire che poi crollano come gli alberi della foresta amazzonica, sui mezzi pubblici o in biblioteca.]
E' impressionante come il volto di una donna giapponese cambi drasticamente durante tale processo. Da questo punto di vista, devo ammettere, stimo i nipponici in quanto artisti della perfezione, ricercata in ogni singolo frangente della loro esistenza. Si dedicano con passione al raggiungimento del loro obiettivo e sono dotati di una grande fantasia. Il che da certi punti di vista è molto strano, perchè ho notato come, almeno nell'educazione scolastica, vengano più spinti all'ascolto che al lavoro creativo.

La donna giapponese, una volta pronta, sembra una bambola.



....e questa non è neanche tanto brutta di base. Ho visto di peggio.


Vestite di tutto punto, indossano tacchi e gonne cortissime, orecchini, collanine, bracciali di ogni sorta, un trucco che farebbe l'invidia di Moira Orfei, capelli acconciati con tanta cura e stile che neanche Jean Louis David e tutto il suo entourage riuscirebbero ad eguagliare.
(Tra l'altro, tengo a sottolineare che la cura e la, come dire, "creazione" di una esteriorità attraente o almeno decente è talmente importante che non raramente è possibile trovare ragazze che, non essendosi alzate presto e non avendo fatto in tempo ad attuare tutto il processo estetico a casa, si truccano sul treno o comunque sui mezzi pubblici, con una maestria che mi ha ipnotizzato ogni volta).
In realtà, qualcuno dirà: questo lo fanno anche le italiane. Si acconciano di tutto punto anche per andare a fare la spesa. Danno grande spazio all'apparenza e meno al contenuto. Ed è vero, in gran parte dei casi. Ma un piccolo punto è diverso: l'italiana è una caciarona ripulita, la giapponese è una bambolina da accompagno.
Ciò che stupisce me e, penso, qualsiasi donna occidentale con un minimo di amor proprio, è il fatto che una ragazza giapponese possa vestirsi e comportarsi come la peggior puttana d'oriente (passatemi il termine), l'importante è che si atteggi in maniera KAWAII.
KAWAII è la parola chiave dell'essere donna in Giappone. Sembra che il maschio nipponico, insieme al maschio occidentale disperato e privo di cervello, sia particolarmente attratto da una femmina dolce, carina, accondiscentente, che pende dalle labbra dell'uomo o almeno così sembra fare, apparentemente priva di opinioni o capacità di critica.
Ancora una volta, i pinguini del film Madagascar avevano ragione....CARINI E COCCOLOSI.
Questo essere KAWAII è accompagnato da tutta una serie di elementi fissi quali:

- Occhi stra-truccati per farli apparire giganti e luminosi: l'occhio è particolarmente importante nella società giapponese. Puoi avere anche un cruciverba al posto dei denti, ciò che conta è avere un bel taglio di occhi. Sarà per questo che quando ridono, le donne giapponesi si mettono una mano davanti alla bocca?

- Gingilli colorati e di rimando infantile da appendere ovunque, sulle penne, cellulari, astucci etc...

- Espressioni facciali infantili e comportamenti naif, insieme all'accondiscendente accetazione nell'essere trattata come un essere non pensante e da educare;

- Versi e strilli striduli, ai limiti dell'ultrasuono.

- Posa con le gambe leggermente storte verso l'interno. Camminandoci anche. Ancora non mi spiego come e perchè.




 L'immagine rende abbastanza. Vorrei aggiungere che le gonne delle divise scolastiche sono lunghissime, in realtà....arrivano quasi a metà polpaccio. Ma loro le arrotolano sotto il maglioncino per metterla quasi a livello del sedere, così, tanto per non lasciare spazio all'immaginazione.

Ho visto video ed immagini di ragazzine giapponesi mezze nude, rotolarsi per terra, strusciarsi fra loro, ma pur sempre in stile ed atteggiamento kawaii.
Le donne occidentali si incazzano, gli uomini occidentali vanno in tripudio di ormoni.
Ho sentito rispondere alle mie critiche con un "Non capisci, sei solo invidiosa perchè loro sono tanto kawaii e tu no". 
Ho visto orde di uomini, nella mia università, fidanzarsi con ragazze giapponesi. Perchè è uno scambio reciproco: l'uno è l'accessorio dell'altro. Io, ragazza giapponese, posso fare la bella facendo vedere alle mie amiche che ho il fidanzatino americano; io, uomo americano, posso risultare un gran pezzo di maschio perchè mi faccio una carinissima signorina giapponese.
ACCESSORI.
E la cosa che mi fa più arrabbiare è che hanno un cervello, che potrebbero usare benissimo. 
Sono sicuramente intelligenti, ma lo mostrano ben poco. Preferiscono puntare sull'essere kawaii.
Anche perchè, i giapponesi, maschi e uomini, sono profondamente insicuri: e per le donne è più facile nascondersi dietro 10 kg di trucco piuttosto che mostrare la loro vera essenza.

Io ovviamente parlo per ciò che ho visto nella maggior parte dei casi: sono cosciente del fatto che non si possa affatto generalizzare, pechè ho avuto modo di conoscere delle ragazze giapponesi diverse ed estremamente acute.

PUNTO IMPORTANTE CHE VORREI SOTTOLINEARE A COLORO CHE VOGLIONO ANDARE IN GIAPPONE A TROMBARSI UNA GIAPPONESE PERCHè SI FANNO LE PIPPE DI FRONTE ALLE PAGINE DEI MANGA --> LE GIAPPONESI NON HANNO LE TETTE. E NEMMENO IL SEDERE. Fatevene una ragione.

Gloria

3 commenti:

  1. Non conosco molto la cultura giapponese, ma questa tua analisi mi ha divertito e sicuramente mi farà riflettere. La chiusura, poi, che dire... magistrale :-D
    Ciao.

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    1. Ciao Guido! Grazie mille per aver falto un salto nel mio piccolo angolo di vilaggio globale :)
      Ho visitato il tuo, sta decisamente più avanti del mio e tratta di argomenti di svariatissima natura!
      Lo visiterò nuovamente al più presto, spero di scrivere qualche altro post che possa interessarti! Ciao!

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  2. Grazie mille a te! E complimenti perché il tuo blog è molto interessante e ben scritto!
    Un salutone.

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